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Le Tettone di Famiglia – Capitolo 6

maggio 21, 2012

Mi vestii in fretta in tuta e maglietta e corsi a casa della nonna, dove trovai sedute al tavolo della sala mia nonna Francesca, mia zia Angela, mia zia Rosalba e mia mamma Serena che spettegolavano su vicende del paese.

Appena mi videro entrare si zittirono, mia nonna mi disse di accomodarmi al tavolo.
Avevano pensato di farmi un regalo ed erano sicure che a me sarebbe piaciuto.
A quel punto prese la parola zia Rosalba e mi spiegò che avevano organizzato per me un piccolo gioco, uno strip-poker: ogni volta che una persona perdeva doveva togliersi qualcosa.

“Siccome questa gran vacc… cioè signora -mormorò mia zia indicando
la nonna- pensa di averla calda solo lei abbiamo deciso di fare una
specie di gara”.
“Un giochino” arrossì mia madre ancora un po’ titubante.
“In pratica vogliamo vedere chi di noi te lo fa rizzare di più” spiegò la nonna.
“Che poi sarà una bella gara visto che quella trave mi pare sempre
durissima” aggiunse la zia.
“Sissi sempre bella dura” annuì la nonna.
“Orgasmo garantito” ridacchiò la zia.
“Dai contenetevi in fondo è sempre mio figlio” arrossì la mamma.
“Parli proprio tu che ti sei vantata prima di esserti fatti 5 orgasmi
di fila” la sbefeggiò la zia.
“Mica è colpa mia se sono multi orgasmica”.
“E neanche mia se sei troia” aggiunse la nonna.
“Allora che aspettate” dissi io che ormai solo all’idea lo avevo già
duro come il marmo.

Dissi che volevo il privilegio di essere spettatore attivo: ogni qualvolta
ognuna perdeva, doveva venire dinanzi a me e togliersi il capo
inscenando una danza voluttuosa; e io dovevo stabilire chi era più
seducente tra di loro.
L’andamento del gioco era affidato ad un mazzo di carte.

La prima a perdere tra le quattro donne fu la mamma.
Indossava una gonna nera e una maglietta verde; si avvicinò a me e si sedette con il suo culo di spalle sul mio cazzo, che già al primo contatto era già sull’attenti; muoveva le chiappe come un’assatanata, poi si girò verso di me e mi baciò in bocca; poi si tolse con studiata lentezza la maglietta, scoprendo a poco a poco il reggiseno nero, quindi lo buttò sulla poltrona e iniziò a massaggiarsi le sue tettone.

“Senti che bombe Paolino! Belle sode e gonfie mica come quelle pere molli della nonna”.
“Siii mamma hai delle perone incredibili mi fai venire”.
“Visto vecchie ciabatte chi è la migliore” ammiccò la mamma a nonna e zia con un piglio di vanità.
Dopo un minuto tornò al tavolo, lasciando con il cazzo che voleva uscire facendo un buco nelle mutande e nei pantaloni.

Ora era il turno di un’altra.
La seconda a perdere fu la nonna. Si alzò dal tavolo e disse a sua figlia, in tono di sfida, che avrebbe fatto vedere chi era la più brava.
Ma, a sorpresa, non aveva il reggiseno; infatti si presentò davanti a me con la sua maglia nera e iniziò a schiacciare la maglia sulle tette, massaggiandole energicamente e facendo vedere i capezzoli che iniziavano a indurirsi. Mentre faceva questo, si rivolgeva a me dicendomi:

“Ti sembrano sgonfie queste due mongolfiere bello della nonna?”
“Nooo sei sexy nonna lo sai che mi arrapi lo sai”.
“Visto gallina vecchia fa buon brodo e fa anche cazzi duri” ridacchiò
lei.
Mi venne vicino, alzò la maglia e mi rovesciò sulla fascia l’immensità della carne bianca e morbida che aveva sul petto, quasi a soffocarmi:
“Ti piace, eh, affogare in questo mare?… dai, su, baciale, succhiale, mordile, se vuoi….”
“O nonna le tue tette sono così immense… Si mamma le ha belle sode
ma le tue sono un mare… Un mare di tettame. Ti ador, le adoro”.

Non contenta di avermi stravolto con questo divino strofinamento di tette, mi mise in faccia la sua figona, coperta dalle mutande, incitandomi:

“Su, dai, odora la figa della nonna … senti che odore!”
“O nonna ma sai di sborra”.
“Vuoi berla… Vuoi brindare con la sbroda della nonna bella calda…”.
Si tolse le mutande e la sua grigia ficona era tutta un lago.
“Forza Paolino bevi la medicina della nonna che ti fa il pisellone bello duro”.

La mia eccitazione era al massimo e non ce la feci a resistere oltre e sborrai nei pantaloni.

La donna sorrise con aria trionfante, ma proprio sul più bello la porcona si tirò indietro e tornò al tavolo, raccogliendo il plauso delle altre donne.

Sentii mia madre dire:
“Mamma, sei sempre la più porca di tutte … con te non possiamo competere!”
E zia Rosalba aggiunse:
“Sì, è proprio così…. Non c’è partita! …. Basta con questa gara, festeggiamo Paolino tutte insieme!”
Ecco, quello era il regalo che avevano preparato! Le quattro donne si liberarono dei loro vestiti e rimasero tutte nude davanti a me.
Avevo davanti otto tettone, le più belle tettone della mia vita,
fantastiche, monumentali, polpose, quelle della nonna e della prozia
un poco cadenti ma con grandi aureole, quelle di zia e mamma un pò
meno voluminose ma più rotonde.

“Certo che te le ho fatte davvero bene” disse la nonna palpando i seni
a mia madre.
“Si mamma belle come le tue” rispose lei iniziando a accarezzarle i capezzoli.
“E di queste cosa dite” fece mia zia “Guardate che capezzoli duri come
chiodi potete attaccarci un quadro”
“Un quadro di PiCazzo” ridacchiò mia madre mentre la zia gliele
metteva accanto alla bocca in attesa che gliele succhiasse.
Erano l’una più arrapante dell’altra.

Mia zia Angela venne davanti a
me e mi disse che aveva voglia di sentire i miei baci come i giorni
scorsi.

“Nessuno mi ha mai baciato come te Paolo. Baciami come sai fare e dopo
ti darò tutto quel che vuoi. Tutto”

Mi baciò mettendomi la lingua dentro mentre io massaggiava le sue magnifiche tettone che avevo davanti, poi si abbassò, tirò fuori il
mio cazzo già in tiro e iniziò un delizioso pompino.

Angela leccò l’asta varie volte, affondò la bocca sul mio cazzo facendolo sparire fra le sue calde labbra.

Sentivo tutto il calore della sua accogliente bocca mentre iniziava a tirami un pompino da favola.

“Zia, mi fai impazzireeeee, sei la miglior succhiatrice che il mio cazzo abbia mai visto”

Era delicata alternando leccate da urlo a movimenti delle labbra.
“Allontanò le sue infuocate labbra dal mio pene e si dedicò a succhiarmi le palle: prima una alla volta, poi entrambe.
Le teneva ferme con la bocca e con la punta della lingua le massaggiava.

Mentre zia Angela spompinava il mio cazzo, Zia Rosalba aveva voglia che le leccassi la figa come il giorno prima; infatti salì sui braccioli della poltrona e sbattè il suo pelo sulla
mia bocca invitandomi a leccarla.

“Fammi sentire la tua lingua dentro amore….. Senti come sono bagnata…. Assapora gli umori della zia che ha tanta voglia di sentire il tuo splendido cazzo dentro questa caverna!”

Nel frattempo mamma e nonna
lesbicavano fra loro, massaggiandosi e sbaciucchiandosi le tette a vicenda fino a quando le vidi distese sul tappeto della sala in un bel 69 da urlo con sbrodolamenti di figa a vicenda.

“Toglietevi troiette che al toro spetta prima la vacca” e senza dar spazio alle altre la nonna si parò di fronte a me pronta a farselo infilare tutto.

Fece allontanare sua sorella Angela e si impalò da sola sul mio cazzo
che entrò senza difficoltà in quella caverna depilata il giorno prima.
Che sensazione indicibile la mia faccia sul suo seno e il mio cazzo
dentro la sua figa!

“Paolo è bellissimo… ..hai un cazzo magnifico..come farei senza di te… ..amore sono tuaa… ahhhh… mi arriva in pancia… ..fottimi dai… fotti la tua nonnina……non senti che ha bisogno di un uomo… ..ahhhh si… ..si… .scopami… amore”

Nel frattempo la zia Rosalba si era accoppiata con zia Angela, mentre la mamma dava colpi di lingua al mio cazzo da dietro il culo della madre.
Era davvero troppo, non resistetti più e venni come una fontana dentro
la figa della nonna inondandola e riempiendola tutta.
Lo sperma usciva da dentro e avvolgeva l’asta del mio idrante, e mamma leccava tutto quel mix di umori di entrambi.

Poi anche lei volle la sua dose di cazzo e, distendendosi sul tappeto, volle essere impalata.

“Pompa Paolino pompa tutto nella fica della mamma…. Più forte, infilaci anche i coglioni, scopami, scopami tutta”.

Mentre la chiavavo, nonna si portò la figa sopra la faccia di mamma e porse le sue tettone alla mia bocca ed alla mia lingua.

“Siiii, sfondami … sbatti forte … oddiomio che colpi … spacca la fica alla tua mammina … siiii, cosiiii …. mi fai sborrare … dai, mi fai venireee … godooo …”

Ma anche la zia e la prozia avevano voglia del mio cazzo; mi si avvicinarono e diedero vita ad una spagnola a quattro tette
imparagonabile.

“Che splendida mazza che hai nipotino, sempre in tiro, guarda come sparisce dentro queste montagne di carne!”

Facevano su e giù, con una coordinazione sorprendente, cambiando di bocca in bocca la mia cappella che sbrodolava gocce di sperma.
Probabilmente non era la prima volta che lo facevano, sembravano ben allenate.

Infine, si misero con le loro fighe sul mio cazzo e iniziarono a
segarmi con le grandi labbra delle loro fighe.

“Senti come sono gonfie le nostre fighe maialone che sei, non vediamo il momento che il tuo cazzo ci penetri dentro!”

Ad un certo punto, su invito di zia Rosalba, si misero una sopra altra e io avevo a disposizione due fiche a tiro di cazzo; infatti uscivo da una ed entravo nell’altra:

“Diomio … dai Paolino, sbattimi … sbatti il tuo cazzone nella mia fica … dai, fammelo sentire … ho la fica che brucia … sbattimi, dai, sfogati … chiava la zia Angela!”

“Diomio … dai Paolino, sbattimi … sbatti il tuo cazzone nella mia fica … dai, fammelo sentire … ho la fica che brucia … sbatti forte la zia, dai, sfogati … chiavaci con forza … facci sentire anche le palle dentro…..”

“Siiii, sfondami … sbatti forte … oddiomio che colpi … spacca la fica alla ziona… siiii, cosiiii …. mi fai sborrare … dai, mi fai venireee … godooo …”

Non resistetti a molto a quella scena così tanto eccitante:

“Siii…..vengo……ahhhhh…..tenete troie tutto il mio sperma sulle vostre bagnatissime fighe”

Alla fine ero davvero svuotato ed esausto e mi adagiai sul divano e mi lasciai andare ad un sonno ristoratore, sotto gli occhi pieni di amore e di voglia delle quattro troie più adorabili che avessi mai conosciuto.

Che straordinario intreccio, che famiglia di troie, di mucche da monta! E che compleanno! Indimenticabile, irripetibile!

From → Incesto

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